Una facile previsione?

iPhoneDev Camp - and here is the original imag...
Image via Wikipedia

Leggevo il summary di una recente ricerca Juniper che analizza l’andamento delle vendite dei telefoni “intelligenti” e si sbilancia in qualche previsione per il nuovo quinquennio.

E’ risaputo che l’andamento delle vendite di nuovi terminali cellulari si è notevolmente rallentato, pur rimanendo in territorio positivo. E’ noto anche che le previsioni per il 2009-2010 sono invece piuttosto negative.

E’ la Crisi, ovviamente, quella con la C maiuscola.

Se il telefono rimane comunque una necessità per tutti, il tasso di aggiornamento, che mediamente era in Italia dell’ordine dell’anno, si allunga. Insomma il telefono vecchio, anche se scomodo e un pò malconcio, ce lo teniamo più a lungo.

Eppure, nello studio si indicava che questo trend negativo non dovrebbe colpire le vendite degli smartphone, che anzi si suppone traineranno il mercato.

Tenendo conto del loro costo, sia di acquisto che di utilizzo, questa previsione sembra paradossale. Eppure le motivazioni presentate sono convincenti:

1) modelli di fascia alta hanno una “vita” più lunga sia in termini tecnico/costruttivi che in termini di contratto e questo va incontro alla richiesta di maggior durata dei prodotti tipica dei periodi di vacche magre. Ad esempio, strutturalmente gli smartphone sono dei piccoli computer e come tali la loro vita media si allunga tramite gli aggiornamenti del software, che espandono le potenzialità del sistema – fino ad un certo punto – senza necessità di cambiare il telefono. Questo vale ovviamente anche considerando le applicazioni di terze parti, una delle principali cause del successo dell’iPhone.

2) la differenza di costo è rilevante, ma tenderà ad abbassarsi anche in virtù dello scomparire di alcuni prodotti intermedi e alla riduzione del numero di uscite di nuovi terminali (effetto diretto della necessità di maggiore efficienza da parte dei produttori).

3) l’apparire/diffondersi di tariffe flat rende certo il costo dell’uso dei servizi avanzati che gli smartphone offrono. Viceversa, la forte crescita di servizi e soluzioni offerti via smartphone comunque attira il consumatore, che può integrare ora in un unico apparecchio più “strumenti” che utilizza nella sua vita professionale e sociale (ad esempio navigatore, riproduttore audio, radio, ecc) e portare in mobilità attività prima relegate al desktop (ricerca internet, newsfeed, m.banking e simili, ecc)

Tutte rose e fiori, allora? Certo che no: con la crisi a rimetterci sarà l’innovazione dal punto di vista hardware – quella più costosa – che sarà molto più focalizzata ad aspetti certi o che rispondono perfettamente alle richieste del mercato.  La competizione, sottolinea la ricerca, sarà prevalentemente sul software, sui contenuti e sulle applicazioni di terze parti.Meno telefoni, quindi, meno varietà nell’ecosistema.

Cosa succederà davvero, da qui a 5 anni? Mi sembra davvero difficile prevederlo. Però, “a pancia” credo però che il processo di evoluzione dei telefonini sia inarrestabile, anche in tempi di crisi.

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